Francesca Valori

Psicologa · Psicoterapeuta

FrancescaValori

Approccio costruttivista intersoggettivo

Psicologia dello sport

Puoi cambiare solo te stesso, ma questo cambierà ogni cosa.

— G. Goldstein
Francesca Valori, psicologa e psicoterapeuta
Ricevo anche online
Lo studio privato di Francesca Valori a Pontedera

Chi sono

Sono Francesca Valori

Dott.ssa Francesca Valori — Psicologa, Psicoterapeuta, Psicologa dello Sport

Inizio come psicologa clinica, mi perfeziono in psicologia dello sport, successivamente mi specializzo come psicoterapeuta costruttivista intersoggettiva.

Opero in ambiti diversi ma accomunati dalla convinzione che le persone hanno grandi risorse da scoprire e utilizzare per dare vita al proprio benessere personale e alla migliore forma possibile di sé nei vari contesti di vita in cui si muovono.

Svolgo la mia professione con profonda passione, rispetto e senza giudizio verso chi si rivolge a me, con le proprie difficoltà, storie e vissuti.

Il mio percorso professionale inizia prima di tutto nello sport: ex nuotatrice agonista, sono stata istruttrice e allenatrice federale di nuoto per 20 anni, un mondo che mi ha insegnato molto, non solo sullo sport, ma soprattutto sulle persone, sulle loro risorse, sulle loro fragilità e sulla possibilità di esprimere ciò che ancora non si sa di poter fare.

Durante questo periodo conseguo la laurea in psicologia e le successive specializzazioni in Psicologia dello Sport e in Psicoterapia.

Per vent'anni ho insegnato a bambini e allenato atleti, dalle categorie esordienti fino agli assoluti, alcuni dei quali hanno partecipato a diverse edizioni dei campionati italiani giovanili e assoluti. Ho svolto questo lavoro con una dedizione e passione infinite, guidata da un'idea che ancora oggi sento profondamente mia: allenare non significa soltanto insegnare una tecnica o preparare una gara, ma accompagnare una persona a diventare atleta nel senso più ampio del termine, aiutandola a conoscere le proprie risorse, ad affrontare le proprie difficoltà e a trovare la forma migliore di sé.

È grazie ai miei atleti che, dopo la laurea, ho sentito il bisogno di approfondire i meccanismi psicologici legati alla prestazione. Sul campo mi trovavo spesso ad osservare quanto ansia, difficoltà di concentrazione o il timore di non riuscire potessero incidere sulla prestazione, anche quando la preparazione tecnica era ottima.

Da qui nasce il mio interesse per la Psicologia dello Sport. Ho seguito il corso basato sul modello S.F.E.R.A., tenuto dal prof. Giuseppe Vercelli presso l'Unità Operativa di Psicologia dello Sport di Torino, e negli anni ho continuato a formarmi per rimanere aggiornata e acquisire strumenti sempre nuovi, capaci di rendere più efficaci i percorsi di mental training e di supporto psicologico all'atleta.

L'esperienza sul campo mi ha insegnato, però, che lavorare sul benessere e sulla crescita di un atleta significa guardare anche a ciò che gli sta intorno.

Nel settore giovanile ho toccato con mano quanto sia importante il ruolo educativo dell'allenatore e quanto siano necessarie competenze psicologiche per accompagnare un ragazzo nella sua crescita, non soltanto sportiva. Ho imparato anche a guardare con attenzione alla figura del genitore, spesso considerata esclusivamente come un problema, ma che nella mia esperienza rappresenta invece una presenza imprescindibile. Un genitore può essere una risorsa fondamentale se viene coinvolto, informato e soprattutto aiutato a comprendere il proprio ruolo nel percorso di crescita sportiva del figlio.

Nel 2018 ho scelto di dedicarmi a tempo pieno alla professione di psicologa, concludendo il mio percorso come allenatrice e rimanendo nel mondo dello sport come Psicologa sportiva.

Ad oggi seguo atleti sia del settore giovanile che di eccellenza di diverse discipline, tra cui nuoto, tiro con l'arco, tennis, calcio, pallavolo, scherma, ciclismo, equitazione e atletica.

Accanto al lavoro individuale con l'atleta, porto avanti progetti con società sportive finalizzati non soltanto alla prestazione, ma alla costruzione di un contesto capace di promuovere benessere psicologico e relazioni positive. Per questo realizzo consulenze e incontri formativi rivolti a tecnici, allenatori e famiglie.

Accanto allo sport, ho sempre nutrito una profonda curiosità per le storie delle persone, per i loro vissuti e per il modo in cui ciascuno costruisce il proprio modo di stare al mondo. Mi ha sempre interessato capire come, anche quando ci si trova in una situazione di difficoltà o sofferenza, possa diventare possibile trovare nuove prospettive e nuovi modi di affrontarle.

Ho scelto di formarmi in Psicoterapia costruttivista intersoggettiva presso il Centro Studi in Psicoterapia Cognitiva di Firenze (CESIPc). È stato un percorso importante, prima ancora che professionale, anche sul piano personale. Mi ha permesso di approfondire il modo in cui costruiamo la nostra esperienza, di esplorare le diverse parti di noi e di comprendere quanto la relazione con l'altro possa diventare uno spazio di conoscenza e trasformazione.

Credo fortemente nel potere trasformativo di ciascuno di noi! E credo che chiedere aiuto non sia un segno di debolezza, ma una possibilità concreta di prendersi cura di sé e di concedersi uno spazio in cui poter guardare ciò che sta accadendo con occhi nuovi.

So anche che fare questo passo non è sempre facile. Entrare in uno studio e affidare a qualcun altro una parte della propria storia richiede fiducia e coraggio. Per questo considero fondamentale che chi varca la porta del mio studio possa sentirsi libero di raccontarsi, senza giudizi né pregiudizi, e possa trovare uno spazio in cui sentirsi accolto e ascoltato.

Attualmente lavoro con adolescenti e adulti e mi occupo, tra le altre cose, di autostima, gestione dello stress, ansia, attacchi di panico, dipendenza affettiva, difficoltà relazionali, elaborazione del lutto. Svolgo percorsi sia in presenza che online.

Qualunque sia il motivo che porta una persona a chiedere aiuto, credo che una delle condizioni fondamentali del percorso sia concedersi il tempo necessario, non soltanto quello dell'orologio che scorre ma come strumento di cura. Ognuno ha i propri tempi per riconoscere e comprendere ciò che prova, per dare un significato alle proprie esperienze e, quando è possibile, per cambiare prospettiva. Alcune ferite hanno bisogno di essere avvicinate con gradualità, altre chiedono semplicemente uno spazio in cui poter essere finalmente ascoltate.

Credo che il cambiamento non consista nel diventare qualcun altro, ma nel poter conoscere più profondamente sé stessi e trovare, passo dopo passo, un modo più autentico e possibile di stare nella propria vita.

La mia filosofia

Ogni persona porta con sé una storia che merita di essere ascoltata prima ancora che interpretata o cambiata. Per questo, nel mio lavoro, il punto di partenza non è il sintomo, la prestazione o l'obiettivo da raggiungere, ma la persona, con i suoi vissuti, le sue risorse e il significato della sua esperienza. È da questo incontro che può nascere un cambiamento autentico.

Servizi

Percorsi su misura per il tuo benessere

Tre ambiti di intervento pensati per accompagnarti, con il giusto livello di supporto, nei diversi momenti della vita.

Sentiero immerso nella natura, simbolo di rallentamento e consapevolezza01

Salute e benessere psicologico

Prendersi cura del proprio benessere psicologico non significa necessariamente stare male. A volte, infatti, può essere utile fermarsi e dedicare attenzione a sé stessi anche quando il disagio è ancora lieve, ma inizia a farsi sentire nella quotidianità.

  • Gestire meglio lo stress e la pressione quotidiana
  • Ascoltare con maggiore attenzione il proprio corpo e le proprie emozioni
  • Imparare a rapportarsi diversamente ai pensieri che affollano la mente
  • Affrontare le situazioni difficili con maggiore presenza e consapevolezza
  • Coltivare un modo più gentile e attento di prendersi cura di sé

Stress, stanchezza, difficoltà a staccare la mente, irritabilità o la sensazione di essere costantemente sotto pressione possono essere segnali che invitano a rallentare e ad ascoltare ciò di cui si ha bisogno.

I percorsi di mindfulness nascono proprio dalla possibilità di fermarsi, rallentare e portare maggiore attenzione a ciò che si sta vivendo, imparando ad ascoltare pensieri, emozioni e sensazioni corporee con maggiore consapevolezza e senza giudizio.

L'obiettivo non è eliminare lo stress o raggiungere una condizione di benessere permanente bensì quello di sviluppare un modo più presente e consapevole di stare nelle esperienze quotidiane, anche quando sono faticose, e coltivare risorse utili per affrontare lo stress con maggiore equilibrio.

Prendersi cura del proprio benessere psicologico può essere un modo per ascoltarsi prima che il disagio diventi più difficile da gestire, imparando a riconoscere i propri bisogni e a costruire risorse utili nel tempo.

Persona che ascolta e prende appunti durante un colloquio di sostegno psicologico02

Sostegno psicologico

Il sostegno psicologico può essere utile nei momenti della vita in cui ci si trova ad affrontare una perdita, una malattia, una condizione di disabilità o un cambiamento importante, soprattutto quando ciò che sta accadendo non può essere semplicemente modificato o riportato a come era prima.

  • Perdita ed elaborazione del lutto
  • Condizioni di disabilità e invalidità
  • Malattie neurodegenerative
  • Malattie oncologiche

L'obiettivo non è cambiare la realtà che la persona si trova a vivere, ma accompagnarla nella possibilità di comprenderla, elaborarla e trovare un modo possibile di attraversarla, mantenendo il più possibile un senso di continuità e di equilibrio nella propria vita.

Non esiste un modo giusto o uguale per tutti di reagire a una perdita, a una malattia o a un cambiamento significativo. La sofferenza può assumere forme diverse e dipende dalla storia della persona, dalle risorse disponibili, dalle relazioni e dal significato che quella particolare esperienza assume nella sua vita.

In alcuni momenti può diventare difficile dare un nome a ciò che si prova, condividere le proprie emozioni o chiedere aiuto. Si può tendere a chiudersi in sé stessi, a sentirsi sopraffatti o a cercare di andare avanti senza avere uno spazio in cui poter esprimere ciò che sta accadendo.

Lo spazio psicologico offre la possibilità di fermarsi e dare parola al proprio vissuto, in un contesto di ascolto e accoglienza. Parlare di ciò che si sta attraversando non cambia la situazione concreta, ma può aiutare a comprenderla, a dare un significato a ciò che si prova e a trovare nuove modalità per affrontarla.

Il sostegno può essere rivolto anche ai familiari e alle persone che si prendono cura di chi sta vivendo una condizione di malattia o di perdita. In questi casi, il percorso può aiutarli non solo a trovare uno spazio per esprimere ed elaborare ciò che stanno vivendo, ma anche a comprendere meglio la condizione della persona malata e a individuare modalità più efficaci per starle accanto e sostenerla.

Volto in stile kintsugi con crepe dorate, simbolo di trasformazione e cura di sé03

Psicoterapia

La psicoterapia è il luogo e il tempo in cui possiamo fermarci e rivolgere lo sguardo a ciò che stiamo vivendo. È uno spazio in cui dare significato a ciò che appare incomprensibile, accogliere ciò che sembra inaccettabile, ascoltare quello che non è mai stato ascoltato e provare a comprendere ciò che, dentro di noi, chiede di essere riconosciuto.

A volte la sofferenza si presenta attraverso un sintomo preciso: ansia, attacchi di panico, difficoltà con il cibo, disturbi dell'umore o manifestazioni psicosomatiche. Altre volte, invece, non è così facile comprendere che cosa stia accadendo. Si ha la percezione di stare male, di sentirsi insoddisfatti, disorientati, vuoti, arrabbiati o profondamente stanchi, senza riuscire a trovare le parole per spiegare il perché.

Possono emergere anche difficoltà nelle relazioni, la sensazione di non riuscire a trovare il proprio posto, di ripetere situazioni che fanno soffrire o di non sentirsi pienamente sé stessi. Gli scenari possibili sono molti e diversi, perché diversa è la storia di ogni persona e unico è il modo in cui ciascuno vive e interpreta la propria esperienza.

In quest'ottica il sintomo assume un importante valore informativo. Non è qualcosa da eliminare o correggere, ma ha una sua logica in relazione alla storia di vita e al modo di essere dell'individuo che ne fa esperienza. In questo senso rappresenta la modalità migliore (anche se portatrice di malessere) che la persona è riuscita a costruire per mantenere il senso di integrità della propria identità personale. Può avere una funzione nel mantenere un equilibrio, nel proteggere da ciò che appare troppo difficile da affrontare o nel segnalare che il modo abituale di dare significato alla propria esperienza non è più sufficiente.

Comprendere il sintomo significa quindi anche cercare di comprendere la persona che lo vive: che cosa sta attraversando, come sta vivendo le proprie relazioni, quali significati sta attribuendo a ciò che accade e quali possibilità, in questo momento, riesce a vedere per sé.

La psicoterapia può diventare così uno spazio in cui incontrare sé stessi e, attraverso la relazione con l'altro, guardare alla propria esperienza da prospettive nuove. Non necessariamente per tornare a essere come prima, ma per poter costruire possibilità diverse di stare con sé stessi e con ciò che accade.

Il cambiamento può prendere forme diverse a seconda della persona, della sua storia e del suo vissuto. A volte significa trasformarsi, altre volte riconoscersi, comprendere ciò che è accaduto, accettare parti di sé o trovare un modo nuovo di entrare in relazione con le proprie emozioni, con gli altri e con la propria storia.

È il luogo in cui possiamo avere paura, piangere, arrabbiarci, sospirare, sorridere. Possiamo portare anche ciò che facciamo fatica a mostrare o a comprendere. E, poco alla volta, ciò che sembrava confuso o senza senso può assumere una prospettiva nuova, più comprensibile e più abitabile.

Intraprendere un percorso personale è prima di tutto un atto di coraggio e di cura verso sé stessi. Significa scegliere di dedicarsi uno spazio, di fermarsi e di ascoltarsi, anche quando ciò che si incontra non è sempre facile.

È un percorso che richiede tempo. Un tempo per vedersi, ascoltarsi, accogliersi e comprendersi; per incontrare emozioni, sensazioni e pensieri che a volte non vorremmo sperimentare, ma che possono diventare importanti da conoscere. Un tempo per sperimentare, nella relazione terapeutica, modalità nuove di stare con sé stessi e con gli altri e, talvolta, semplicemente per riconoscersi e sentirsi finalmente più vicini a ciò che si è.

Psicologia dello Sport & Mental Coaching

Lo sport, prima di tutto, è fatto di persone

Il mio percorso nel mondo sportivo nasce molto prima della professione di psicologa: sono stata atleta agonista e, per vent'anni, istruttrice e allenatrice federale di nuoto. È stato proprio lo sport a insegnarmi quanto ogni prestazione sia inseparabile dalla persona che la realizza, dalle sue risorse, dalle sue fragilità, dalle relazioni che vive e dal significato che attribuisce a ciò che fa.

Da questa esperienza nasce il mio modo di intendere la psicologia dello sport: non soltanto allenare la mente per ottenere una prestazione migliore, ma accompagnare la persona a conoscersi, a sviluppare le proprie risorse e a trovare il modo più autentico ed efficace di esprimere ciò che può fare.

Francesca Valori con un atleta a bordo vasca durante una gara di nuoto
Membro FIPSIS — Federazione Italiana Psicologi dello SportMembro FIPSIS

Dal 2023 ricopro il ruolo di Presidente del Comitato Toscano della FIPsiS — Federazione Italiana Psicologi dello Sport — attraverso il quale contribuisco alla promozione e allo sviluppo della cultura della psicologia dello sport sul territorio.

La psicologia dello sport

La psicologia dello sport guarda alla persona e al contesto sportivo nella loro complessità. Si interessa di ciò che accade dentro l'atleta — pensieri, emozioni, motivazione, attenzione, convinzioni e modalità di affrontare le difficoltà — ma anche delle relazioni e delle dinamiche che si sviluppano nell'ambiente in cui pratica il proprio sport.

In questo senso il lavoro psicologico è finalizzato sia a migliorare una prestazione o a raggiungere un risultato ma anche a creare le condizioni perché l'atleta possa vivere lo sport in modo consapevole e sostenibile, tutelando il proprio benessere psicologico e valorizzando le risorse personali e relazionali che possono sostenerne la crescita.

Ansia, difficoltà di concentrazione, pressione, paura di sbagliare, calo della motivazione o difficoltà nella gestione delle emozioni possono certamente incidere sulla prestazione. Ma possono essere anche segnali di qualcosa che merita di essere ascoltato e compreso.

Per questo il percorso psicologico non parte dalla necessità di eliminare ciò che ostacola la performance, ma dalla possibilità di comprendere ciò che la persona sta vivendo e costruire modalità più consapevoli ed efficaci per affrontarlo.

Un percorso unico per ogni atleta

La crescita sportiva, così come quella personale, richiede disponibilità a mettersi in gioco e volontà di imparare. Per questo, agli atleti che desiderano evolvere, chiedo sempre di affrontare il proprio percorso con impegno e soprattutto curiosità verso sé stessi e verso tutto ciò che sperimentano.

Un percorso tarato sulla persona, con rispetto, metodo e gradualità e non attraverso scorciatoie o formule preconfezionate. Ogni atleta è diverso e, per questo, ogni percorso è unico. Il lavoro viene costruito a partire dalla sua storia, dalle sue caratteristiche, dalle risorse che già possiede e dagli aspetti che desidera sviluppare.

L'obiettivo può essere migliorare le abilità mentali utili alla performance, ma anche sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, imparare a gestire ciò che accade nei momenti di difficoltà e costruire un buon equilibrio personale. È inoltre importante ricordare che non esiste una separazione netta tra l'atleta e la persona: prendersi cura dell'una significa inevitabilmente prendersi cura anche dell'altra.

Questo implica fare spazio anche alle proprie fragilità, senza viverle necessariamente come un limite ma, al contrario, come un punto di partenza importante per conoscersi più a fondo, sviluppare un rapporto più equilibrato con sé stessi e costruire una sicurezza che non dipenda dal bisogno di sentirsi sempre all'altezza. È da questa consapevolezza che può nascere una fiducia più autentica e stabile, capace di sostenere l'atleta nell'espressione delle proprie potenzialità.

Scienza, deontologia e autonomia

Ogni percorso che propongo si basa su evidenze scientifiche e sul rispetto dei principi deontologici della professione psicologica.

Credo in uno spazio libero dal giudizio, nel quale l'atleta possa sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie risorse e dei propri bisogni.

L'obiettivo non è creare dipendenza dal professionista, ma favorire autonomia e capacità di scelta: aspetti che considero fondamentali non soltanto per la performance, ma soprattutto per la salute e il benessere della persona.

Contesto sportivo

La mia esperienza nel settore giovanile mi ha insegnato che per raggiungere risultati importanti non sia sufficiente lavorare esclusivamente sulle capacità e abilità dell'atleta ma è necessario guardare anche al contesto in cui vive e si forma.

L'allenatore ha un ruolo educativo fondamentale, non solo per ciò che trasmette sul piano tecnico, ma anche per il modo in cui contribuisce a costruire la relazione con l'atleta e a creare un ambiente in cui possa sentirsi sostenuto e valorizzato. La famiglia può rappresentare una risorsa preziosa, soprattutto quando viene aiutata a comprendere il proprio ruolo e a trovare modalità efficaci per accompagnare il percorso sportivo del figlio. E infine la società sportiva, attraverso le proprie scelte e la propria cultura, può contribuire a creare un ambiente in cui prestazione e benessere possano convivere, favorendo senso di appartenenza, relazioni positive e possibilità di crescita.

Serve una visione comune e, soprattutto, la volontà di costruire un ambiente sano, nel quale ciascun atleta possa sentirsi parte di un progetto e trovare le condizioni per sviluppare le proprie potenzialità. Per questo il mio lavoro si rivolge non solo all'atleta, ma può coinvolgere anche allenatori, staff tecnico e genitori.

A chi mi rivolgo

Seguo atleti e atlete del settore giovanile e di eccellenza, sia di sport individuali che di squadra.

1Supporto psicologico all'atleta e percorsi di preparazione mentale
2SVTA Training (training dell'attenzione applicato a sport e neurosviluppo)
3Biofeedback, Imagery, tecniche di respirazione e mindfulness
4Consulenza e formazione per allenatori, staff tecnico e dirigenziale
5Incontri informativi e/o formativi rivolti alle famiglie
6Progetti con società sportive per la promozione del benessere psicologico e di relazioni positive all'interno del team
7Collaborazioni, consulenze, formazione per federazioni sportive

Progetti

Iniziative, percorsi e workshop

Alcuni dei progetti che ho ideato e condotto, tra studio, palestra e contesti naturali.

Gruppo di partecipanti all'edizione 2025 di L'atleta al centro
Iniziativa annuale · FIPsiS Toscana01

L'atleta al centro

Un progetto nato nel 2023 dalla collaborazione tra il Comitato Toscano della FIPsiS e l'Associazione Giak Nuotatore Volante, per promuovere una cultura dello sport attenta alla persona, al suo benessere e al suo percorso di crescita.

Attraverso un appuntamento annuale, il progetto invita a riflettere su temi legati alla psicologia dello sport e a riportare l'attenzione sull'atleta nella sua globalità: non solo la prestazione, ma la persona che la vive. Un'attenzione che riguarda ogni età e livello di pratica sportiva, dal bambino all'atleta d'eccellenza.

Benessere, emozioni, relazioni, crescita e prestazione sono alcune delle dimensioni esplorate nel corso delle diverse edizioni, con l'intento di favorire il dialogo e la consapevolezza tra atleti, famiglie, allenatori, dirigenti e professionisti.

A guidare il progetto è anche la figura di Giacomo Di Napoli, atleta e studente di psicologia, venuto a mancare nel 2022 in un incidente durante un allenamento. Il suo modo di vivere lo sport, lo studio, le relazioni e la vita continua a rappresentare per noi un modello e una fonte di ispirazione. Giacomo accompagna ogni edizione come presenza ideale, ricordandoci che dietro ogni atleta c'è una persona, con i suoi sogni, le sue fragilità, le sue relazioni e le sue possibilità di crescita.

È nel suo ricordo che prende forma anche la donazione finale, realizzata dall'Associazione Giak Nuotatore Volante a favore di una società sportiva individuata attraverso un concorso. Il contributo permette di avviare un progetto concreto di collaborazione con uno psicologo dello sport, portando il benessere psicologico nella quotidianità della realtà sportiva e, allo stesso tempo, trasformando la memoria di Giacomo in un'opportunità di crescita per altri giovani atleti.

Talk sul palco durante L'atleta al centro 2023
Momento dell'edizione 2023 di L'atleta al centro
Foto di gruppo finale dell'edizione 2024 di L'atleta al centro
Momento dell'edizione 2024 di L'atleta al centro
Pubblico durante L'atleta al centro 2025
Momento dell'edizione 2025 di L'atleta al centro
Percorso RESPIRA!: gestione dello stress online
Percorso online · 5 incontri su Zoom02

RESPIRA! — Gestione dello stress online

Un ciclo di 5 incontri esperienziali di gruppo, online su Zoom, nato durante l'emergenza Covid come strumento per coltivare il proprio benessere ogni giorno.

Un percorso nato in un anno segnato dall'emergenza Covid, che ha prodotto anche un'emergenza psicologica. Il percorso nasce però anche come strumento per coltivare il proprio benessere ogni giorno! Risulta quindi efficace sia in una situazione di emergenza che deve essere gestita sul momento, sia in ottica preventiva.

Il percorso si articola in un ciclo di 5 incontri esperienziali di gruppo, in forma online su piattaforma Zoom. Ad ogni incontro si affronta un tema chiave:

  • Vivere il momento presente
  • Tenere a mente il corpo
  • Il panorama sonoro dei pensieri
  • Esplorare le difficoltà
  • I nostri bisogni

Un ciclo di 4 incontri per ritrovare il benessere psicofisico in contesto naturale. Il percorso mette al centro l'azione del corpo come strumento per trasformare lo stress, le tensioni e i pensieri negativi in benessere, energia e positività, attraverso il movimento, il respiro, l'ascolto e la condivisione.

Ogni incontro prevede un'attività di movimento diversa, abbinata ad una sessione di respiro e ascolto del corpo. L'esperienza motoria varia ogni volta, con un impegno fisico graduale ma sempre alla portata di tutti.

Workshop Allena.menti consapevoli presso Be Active studio
Workshop · Be Active Studio03

Allena.menti consapevoli

Workshop in due incontri, nato presso Be Active studio, per allenare la mente di chi fa sport: obiettivi, limiti, concentrazione e dialogo interno.

Il workshop prende forma tra le quattro mura di Be Active studio, in risposta a situazioni che molto spesso si riscontrano in coloro che praticano sport: fatica ad essere costanti nel proprio programma sportivo, difficoltà nel raggiungere un obiettivo desiderato, difficoltà nel provare a superare i propri limiti o paura di fallire.

Il workshop si articola in due incontri per parlare di alcuni aspetti mentali che condizionano la prestazione in senso positivo o negativo, a cominciare da una buona formulazione degli obiettivi, andando a indagare i limiti che si possono incontrare e che possono ostacolare il raggiungimento della meta o l'uscita dalla propria zona di comfort, per passare poi allo specifico di quegli aspetti che sono determinanti durante l'esecuzione fisica in allenamento e in competizione, come la concentrazione e il dialogo interno.

A tutti coloro che praticano sport a vari livelli (agonistico e non) e per svariati motivi: benessere, salute, ricerca di un risultato prestativo.

Conoscere il potenziale della nostra mente e in particolare comprendere che siamo noi stessi gli artefici delle nostre prestazioni, e apprendere degli strumenti pratici che possono essere riutilizzati autonomamente nei propri contesti di allenamento e gara.

Testimonianze

Le parole di chi ha fatto un percorso con me

Esperienze di atleti, allenatori e persone che hanno scelto di prendersi cura del proprio benessere.

Mattia — Atleta agonistaAlessia — Atleta agonistaBarbara — Genitore e dirigente società di nuoto agonisticaFabio — Atleta agonistaLuca — Atleta agonistaFrancesco — Atleta agonistaPercorso di psicoterapia — Testimonianza anonimaPercorso “RESPIRA!” — Testimonianza anonima
Sport
Il percorso svolto con Francesca mi ha aiutato in molte situazioni a livello agonistico. Volevo smettere di nuotare e invece, facendomi aiutare, sono riuscito a far sì che le mie debolezze si trasformassero in punti di forza. Dopo un anno di lavoro, sono riuscito a trovare la serenità e grazie a questa sono arrivati anche i miglioramenti nelle mie prestazioni sportive. Il percorso fatto insieme mi è servito anche “fuori dall'acqua”. Grazie mille!
Mattia, atleta agonista

Mattia

Atleta agonista

Sport
Il lavoro che ho svolto con Francesca nella preparazione di una gara, per me importante, aveva lo scopo principale di focalizzare l'attenzione sulle varie fasi della stessa. Creare mentalmente la gara che volevo fare mi ha permesso di acquisire maggiore sicurezza e determinazione, riducendo così lo stato d'ansia e dandomi la possibilità di gestire la competizione con maggiore convinzione mentale. In quell'occasione ho registrato il mio personal best.
Alessia, atleta agonista

Alessia

Atleta agonista

Sport
Chi ha scelto lo sport del nuoto agonistico sa che il vero competitor è sé stesso. Per i nostri figli, anche se a fin di bene, spesso noi genitori siamo aggravanti del loro stato mentale. Ecco perché è importante svolgere il progetto in concomitanza: per i ragazzi è un percorso introspettivo personale e per i genitori è un buon incentivo a fermarsi a riflettere se il comportamento o le frasi che si dicono possono creare dinamiche che spesso si riflettono in vasca, oppure è importante cercare di cogliere i segnali che i figli ci stanno lanciando e che noi fatichiamo a vedere.
Barbara, genitore e dirigente sportiva

Barbara

Genitore e dirigente società di nuoto agonistica

Sport
Un agonista senza un obiettivo non è un agonista, questo è chiaro a tutti. Ma il più delle volte questo obiettivo resta un'ombra, qualcosa di vago e non definito. Lavorare con Francesca mi è servito a dare una forma concreta e scritta a questo obiettivo. In ogni gara, prima di partire, sapevo esattamente cosa volevo ottenere e cosa fare per ottenerlo, e il più delle volte ci riuscivo. Questo percorso mi ha portato a registrare tempi che a inizio stagione non avrei mai ritenuto possibili. Ritengo perciò la preparazione psicologica, e in particolare la preparazione per obiettivi, di fondamentale importanza per lo sport.
Fabio, atleta agonista

Fabio

Atleta agonista

Sport
Non è mai stato facile affrontare e soprattutto gestire a mio favore le emozioni... la paura di deludere te stesso e gli altri... Parlarne è stata la soluzione più indicata, soprattutto all'inizio. Durante l'anno abbiamo sempre cercato di trovare il modo o le parole che riuscissero ad accendermi prima della gara. Siamo riusciti a trovare il metodo giusto e, come un bambino che impara a camminare, poi l'ho applicato anche quando le nostre strade si erano divise. Francesca è stata l'unica allenatrice con cui si poteva affrontare un tema del genere — anche perché era l'unica qualificata in campo psicologico — faccio tesoro dei suoi consigli e dei suoi insegnamenti, portandoli con me a Tokyo.
Luca, atleta agonista

Luca

Atleta agonista

Sport
Francesca mi ha seguito dal 2014 al 2018, con l'ultima mia stagione agonistica caratterizzata da numerosi record personali. Alla base di questi successi c'era il grande legame creatosi con lei, che ha poi determinato una perfetta preparazione e attitudine, mentale e fisica, alla gara, disegnata sulla mia personalità e i miei obiettivi. In particolare abbiamo elaborato insieme una strategia (“la strategia della bolla”), venuta fuori dopo un lungo sfogo da parte mia con Francesca, dove le facevo presente le mie insicurezze e le mie debolezze quando mi trovavo in competizione con gli altri. Questa strategia riuscì a creare dentro di me una zona asettica, dove fare focus sulla gara, che poi riproponevo anche in allenamento come esercizio. Con il tempo ho fatto mia questa tecnica e, su consiglio di Francesca, ho provato ad applicarla anche alle attività fuori dal nuoto, come la scuola o il lavoro, esercitandomi a gestirla in situazioni differenti e a creare così la mia strategia vincente in ogni occasione.
Francesco, atleta agonista

Francesco

Atleta agonista

Testimonianza anonima
Avevo bisogno di aiuto e lo sapevo. Ero finita in un labirinto e continuavo a girare a vuoto, sentendomi persa. Durante il percorso ho riconosciuto gli strumenti necessari per smontare quelle pareti che vedevo intorno a me. Quando ho iniziato gli incontri non mi sentivo a fuoco, non mi vedevo più. Poco alla volta, l'immagine nello specchio è tornata nitida, con contorni e colori. In ogni momento difficile e in ogni piccola, gigantesca vittoria non ero sola: tutto era condivisibile e condiviso. Avevo bisogno di aiuto. E l'ho trovato.

Percorso di psicoterapia

Testimonianza anonima

Testimonianza anonima
Il percorso di prevenzione e gestione dello stress “RESPIRA!” ha rappresentato per me un'importante chiave di svolta. Ho cominciato a comprendermi meglio, a guardarmi dentro, a fermarmi e a riflettere. Ho scoperto l'importanza di respirare con una nuova consapevolezza, ascoltando il corpo e i segnali che manda. Ho anche scoperto che tutti abbiamo una cassetta degli attrezzi da utilizzare per affrontare le difficoltà quotidiane, senza farci schiacciare dall'ansia, dallo stress o dalla paura. Con professionalità ed empatia, Francesca ha saputo trasmettermi tutto questo.

Percorso “RESPIRA!”

Testimonianza anonima

FAQ

Domande frequenti

Alcune risposte alle domande più comuni sul mio metodo di lavoro e su come si svolge un percorso.

Il mio metodo segue l'approccio costruttivista intersoggettivo. Significa che il mio lavoro non consiste nel dare consigli o nell'eliminare gli aspetti sintomatici del problema che una persona presenta, come se fossero un oggetto da rimuovere.

Tali aspetti hanno una funzione nella nostra vita e rappresentano il modo migliore che abbiamo trovato per restare in equilibrio finora. La loro risoluzione è legata strettamente alla comprensione di noi stessi, perché tutto ciò che viviamo è il risultato del nostro vedere e sentire le cose.

Invece di chiederti perché ti capitano sempre le stesse cose, chiediti perché scegli sempre gli stessi percorsi.

Al fine di promuovere un cambiamento per il conseguimento di un nuovo stato di equilibrio, è necessario entrare in contatto con il proprio modo di vedere e sentire. La realtà non può essere considerata come qualcosa di oggettivo, indipendente dal soggetto che la esperisce: è il soggetto stesso che crea, costruisce e inventa ciò che crede che esista. In altre parole, ognuno ha la propria realtà, ugualmente vera.

Per questo non possiamo generalizzare né giudicare come giusto o sbagliato, vero o falso, il punto di vista e il vissuto emotivo di una persona, qualunque esso sia, dal momento che è proprio l'osservatore che dà senso a ciò che vive, partecipando attivamente alla sua costruzione.

Il percorso psicologico porta generalmente ad un cambiamento. Cambiare significa imboccare un sentiero nuovo e percorrerlo pian piano, con pazienza e fiducia, accogliendo le difficoltà e i timori che può presentare, come quando si percorre un sentiero di montagna.

Attraverso il cammino ci si focalizza su noi stessi, sui nostri bisogni, sui nostri stati d'animo, sulle difficoltà che possiamo incontrare, sullo scoprire i propri limiti ma anche le proprie risorse. Quando si ritorna da un'uscita in montagna, si rientra a casa sempre con qualcosa di nuovo: si ritorna a casa sempre con una nuova consapevolezza utile per il proprio sé.

“Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo, ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi.” — Roberto Benigni

La terapia induce la ripresa del “movimento” della persona. È un viaggio che porta ad una trasformazione interiore, che si percepisce in primis dalla sensazione di libertà e padronanza di sé, dovute all'aver imparato a guardarsi e ad ascoltarsi rispetto ai propri bisogni e desideri.

In questo viaggio assume particolare rilevanza la relazione terapeutica, che per la sua specifica valenza affettivo-emotiva è considerata il principale strumento di cambiamento. Il terapeuta accompagna il paziente camminandogli a fianco, ma mai al suo posto, per facilitare l'esplorazione e il dar vita a nuovi scenari che la persona sente importanti per sé.

Sì. Oltre agli incontri in studio a Pontedera, è possibile svolgere le sedute online tramite Zoom o Google Meet, una soluzione comoda per chi non risiede in zona o ha esigenze di orario particolari. Anche il percorso “RESPIRA!” di gestione dello stress si svolge online, in piccoli gruppi, su piattaforma Zoom.

A tutti coloro che fanno parte del mondo dello sport: atleti dilettanti e professionisti, individuali o di squadra, allenatori, dirigenti, genitori e federazioni. Gli interventi possono riguardare la preparazione mentale (mental coaching), la promozione del benessere, la gestione psicologica del settore giovanile, la formazione dello staff tecnico e il supporto alle società e alle federazioni sportive.

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